Haiti, “cattivi” pensieri 2

Posted on 19 gennaio 2010


(continua da precedente: Haiti cattivi pensieri 1)

Secondo pensiero cattivo: nel terremoto è andata peggio a chi aveva una casa, ed è andata meglio a chi viveva in baracche. Mi viene in mente l’uomo del vangelo che ammassa riserve nel granaio e quando ormai è in pensione e vuol gustarle, ecco che muore.

Qui non c’entra un giudizio singolare sullo spirito di avarizia o simili; qui c’è solo l’ennesima constatazione di quanto sia fragile la vita, di quanto siano inaffidabili i nostri calcoli.

Qui capisco come mai nei vangeli – i libri del Dio che si sacrifica al posto degli uomini – ci sia ancora spazio per l’escatologia e per la minaccia di catastrofi.

Davvero una catastrofe può essere un gesto di misericordia di Dio? 

In epoche come la nostra, in cui crediamo che tutto possa andare a posto solo in base ai nostri canoni e facendo a meno di Dio. In epoche in cui i calcoli umani moltiplicano nel silenzio le ingiustizie, centuplicano le vittime innocenti, e non si preoccupano di frenare le proprie cattiverie se non a parole e in superficie. In queste epoche una serie di catastrofi può farci tornare coi piedi per terra, può riportarci alla realtà delle cose, può convincerci che si deve cambiare.

Ma ancora due obiezioni avanzano:
1. Perchè farla pagare agli innocenti?
2. Davvero qualche catastrofe può migliorare il tutto?

(Continua…)