Vescovi e olocausto: strumentalizzazioni

Posted on 26 gennaio 2010


Avrebbe smentito tutto mons Pieronek, e ha fatto bene, non dimentichiamo che la libertà di pensiero è un’invenzione contro le istituzioni e le tradizioni passate, e però non è considerata lecita rispetto ai nuovi padroni del mondo; in questo la Chiesa stessa si deve adeguare tra political correctness e diplomazie.

Ma, appunto per questo, mons Pieronek ha oggi precisato che le notizie fugate ieri non erano sue dichiarazioni autorizzate, ma frutto di un’intervista strappatagli senza revisione o altro.

Ciò detto, e andava proprio detto, cosa c’è di teoreticamente sbagliato in quello che ha detto?

VARSAVIA – L’Olocausto e’ una tragedia di tanti di cui gli ebrei “si sono impossessati per fare della propaganda”. A parlare cosi’ e’ il vescovo polacco Tadeusz Pieronek, in un’intervista al sito ultratradizionalista ‘Pontifex’. “Nei campi di concentramento – afferma monsignor Pieronek – e’ innegabile che la maggior parte dei morti furono ebrei, ma nella lista ci sono zingari polacchi, italiani e cattolici. Dunque non e’ lecito impossessarsi di quella tragedia per fare della propaganda”. “La shoah come tale e’ una invenzione ebraica – ha aggiunto – si potrebbe allora parlare con la stessa forza e fissare una giornata della memoria, anche per le tante vittime del comunismo, dei cattolici e cristiani perseguitati e cosi’ via”. Il vescovo ha parlato anche della situazione in Medioriente: “I palestinesi – ha proseguito – sono trattati come animali e i loro diritti umani sono a dir poco violati. Ma di queste cose, complici le lobbies internazionali, si parla poco. Si faccia una giornata della memoria anche per loro”. (RCD)

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