New Orleans, Aquila, Haiti: castigo di Dio? (4)

Posted on 10 febbraio 2010


Chiudiamo la riflessione sul Castigo di Dio

Abbiamo visto un probabile caso recente di castigo divino (Haiti castigo…1). Abbiamo visto che esso fa parte di una tensione apocalittica attuale (Haiti castigo…2). Abbiamo visto perchè non si parla più di castigo divino (Haiti castigo…3).

Anzitutto ribadisco con convinzione: attenti a non perdere la capacità di cogliere la presenza di Dio nella storia e nel cosmo e addirittura nelle grandi tragedie. Attenti a non negare a Dio a priori la possibilità di preavvisarci circa sventure a venire e la possibilità di lascarci convertire davanti alle grandi catastrofi dell’umanità.

Attenti – per esempio – a non ridurre Haiti ad un’occasione di soccorso umanitario a un Bertolaso-bis perdendo il Senso di Dio in tale enorme evento.

Perchè è certo – e il senso è misterioso – che in un grande fatto come Haiti Dio c’entra,
eccome se c’entra!

Ora, prescindendo dalla plausibilità delle apparizioni mariane che anche a Fatima
– e nell’ufficiosa Medjugorie – danno annunci di castighi divini e chiedono conversioni e sacrifici personali riparatori, propongo due riflessioni positive e conclusive:

1. Passiamo dall’intendere il Castigo di Dio come un “Dio è cattivo e ci picchia” o invece  leggervi un “Convertiti e seguimi“. Insomma una lettura antropocentrica
che può garbarci e che non toglie il legame radicale e forte con Dio nella storia. 
Credo che per gli antichi il castigo significasse questo, conversione e sequela radicale. Credo che da questi impegni siamo inescusabili qualsiasi siano le nostre culture di riferimento.

Già diceva Gesù:

In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli circa quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù rispose: ”Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei per avere subito tale sorte? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Siloe e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo”. (Lc 13,1-5)

2.Infine un fervorino, mai inutile.  Attenti a non leggere materialisticamente il Castigo e le stragi.

In fondo credere che Dio sia cattivo solo perchè ci fa subire disgrazie potrebbe voler dire negare la sua Giustizia (assente la quale non c’ è più nemmeno Misericordia), pretendere la vita e il paradiso come un compenso meritato e sicuro (strappandolo a Dio con capricci da bimbi), dubitare della Vita eterna alla luce della quale il male di questa vita si relativizza.

Lo so, sono parole difficili, ma almeno ci obbligano a pensare a Dio, a pensarci a fondo
a pensarci sempre: anche nella disgrazia, anche quando lo sentiremmo lontano e vorremmo urlare “Dio mio, Dio, perché mi hai abbandonato?”