Ira di Dio, oltre Haiti c’è Civitavecchia (2)

Posted on 19 febbraio 2010


(continua da precedente Ira di Dio…Civitavecchia 1)

Il mondo moderno non vuole nemeno ammettere certe categorie (ira di dio, punizione, castigo,  apocalisse, escaton, ecc); e la Chiesa ha scelto, dal Concilio Vaticano II, di non proporre più quelle verità nei registri apocalittici in voga fino a 50 anni fa.

Vuol dire che quelle profezie catastrofiche erano false? Se volete ditelo, poi spiegherete a voi stessi come tenere buoni i santi che in nome di quelle convinzioni hanno tanto operato (l’ermeneutica diffida dal separare contenuto e contenente…). Certo significa che oggi bisognerebbe trovare modi nuovi per dire cose sempre attuali. Però, caro Anderson, quelle cose bisogna dirle, non semplicemente glissarle, spostando il discorso tutt’altrove…

E noi che diremo? Ho già postato tre articoli sul tema “Haiti: cattivi pensieri“, e quattro sul tema “New Orlean,Aquila,Haiti: castigo di Dio?”. Cosa potrei aggiungere (sempre a titolo di riflessione in itinere e di pensieri sparsi attorno a un tema)?


Il diavolo e le anime riparatrici

Che ira di Dio non vuol dire intervento cattivo di Dio, piuttosto che i freni all’azione del Diavolo vengono meno ed essi vengono meno perchè l’uomo né li chiede, né più li accetta da Dio, anzi inizia a respingerli e rifiutarli

Quando capita questo Dio, costretto a rispettare la nostra libertà, deve lasciare che le cose vadano come vogliamo: infatti questo mondo è nostro e sottosta alla nostra amministrazione

Purtroppo dimentichiamo spesso che noi amministriamo, ma altri predispongono, e se questo “altri” non vogliamo sia Dio, questo “altri” sarà Satana, anche se operiamo credendo che questo “altri” possiamo essere noi stessi (ma questo è proprio l’inganno dell’Eden, Eva che si crede libera e padrona proprio quando sta scivolando dalla custodia di Dio al dispotismo di Satana).

Qui capiamo anche la vita dei grandi santi, tutte anime riparatrici, cioè? Cioè anime che con l’assoluta  fedeltà a Dio dimostrata in mezzo a indicibili sofferenze e crudezze fisiche e spirituali si uniscono al sacrificio di Cristo e urlano continuamente a Dio: “non abbandonare questo mondo, ascolta la nostra richiesta, non ascoltare chi ti scaccia perchè nemmeno sanno quello che dicono!”

Spiritualmente sono immensi i benefici e i miracoli che queste anime  unite a Cristo hanno ottenuto per il mondo: un giorno lo vedremo.

Il diavolo e gli innocenti

Altro punto. Nella misura in cui implichino sofferenze agli uomini queste logiche diaboliche si possono ben applicare anche all’azione del diavolo, che in quanto principe di questo mondo ha poteri anche sulla realtà fisica. Che però tali catastrofi colpiscano sempre e solo i colpevoli non è vero, e il prototipo è Abele: frutto del peccato di Adamo è la morte dell’innocente.

Di New Orleans, ho scritto, si può ritenere siano stati puniti dei colpevoli (pur sempre coinvolgendo il tifone anche gli innocenti della zona)

In Haiti, a quel che mi risulta, restano colpiti direttamente solo degli innocenti (nella misura in cui si possa dire innocente un popolo davanti a Dio).

Ma anche tali catastrofi hanno un senso, al di là del peccato originale, ci ricordano infatti quanto sia precaria la nostra realtà umana, ci ricordano che il suo compimento è solo nella vita eterna;
non solo ma possono suscitare una sincera conversione che ci faccia agire sull’esempio riparatore dei santi e così evitino le disgrazie assai peggiori che nascono dalle crisi belliche e sociali di cui l’uomo è invece sempre diretto responsabile e di cui si devono riscuotere tutti gli esiti (almeno se non si è scelto di confessarsi a Cristo e si è rimasti soli nel mondo davanti a Satana).

Sul perchè poi colpevoli e innocenti siano trattati assieme, è un mistero evocato anche nella parabola della zizzania nel campo: solo alla fine dei tempi verrà separata dal grano buono

Questo, credo, dipende da due fattori:
per i singoli si tratta di rendersi davvero innocenti e puri presso Dio; a ciò si aggiunga che l’umanità in quanto tale è sempre profondamente legata, nel bene e nel male, nella buona e cattiva sorte (prefigurazione anche nel simbolo matrimoniale?).

Poi paradossalmente, e sono alla fine, i veri giusti non scelgono di correre da soli nella beatitudine di Dio, ma scelgono di spogliarsi di condividere sacrificio e donazione di Cristo, attraverso i dolori mistici o la spoliazione di attività caritative, e quindi restano anche loro immersi nel dolore del mondo.

Come appunto san Damiano, il cui insegnamento è ottimo, ma – circa il nostro problema – andava posto solo alla fine di altre riflessioni più puntuali, come ho cercato di fare.

Chiedo scusa delle imprecisioni e frettolosità, sono pensieri spontanei, nella carenza di manuali che non siano o reazionari (i tradizionalisti) o negazionisti (i progressisti).

Ciò detto, preghieamo e digiuniamo, convertiamoci e diamoci a generose opere di carità.

Perchè ad Haiti hanno subito la catastrofe senza scampo, ma noi uno scampo ce l’abbiamo, e soprattutto noi abbiamo anche numerosi avvisi di veggenti e profeti itineranti, o anche solo della Madonna che piange, e piange sangue. Proprio alle porte della capitale.

“Se non vi convertite perirete tutti allo stesso modo”