Crisi della Chiesa nel XX secolo

Posted on 17 aprile 2010


Una lunga battaglia navale di quelle antiche, che, per di più, si svolge nella notte e su un mare in tempesta. È questa la metafora che san Basilio usa per descrivere la situazione della Chiesa dopo il Concilio di Nicea del 325, e che Benedetto XVI ha evocato in due diversi discorsi a proposito degli anni successivi al Concilio Ecumenico Vaticano II.

Fa impressione accostare questa immagine a un sogno profetico di San Giovanni Bosco, in cui si descrivevano gli anni fino al “199…” come una resistenza della Nave-Chiesa contro gli assalti di navicelle nemiche in un mare tempestato.

Sono quadri ripresi in un testo di Introvigne, che non ho letto ma che lui stesso presenta sinteticamente in un’intervista piacevole e per la brevità e per gli stimoli.

Importante soprattutto, mettendosi in coda allo studioso, che si mette in coda ad almeno quattro pontefici, la possibilità di parlare di una crisi nella Chiesa. Scomoda da ammettere, perchè implica che tante riforme non hanno davvero migliorato automaticamente tutto (ideale utopico vivo nei sogni delle generazioni che ci hanno preceduto); ma utile al fine di cercare arginamenti e pianificare contromosse.

Chiudo con una sagacia: i concili ecumenici più significativi della storia della Chiesa hanno sempre dovuto ricorrere a un concilio-bis per trovare piena attuazione e significanza.
Così Nicea si è compiuto in Costantinopoli I
Efeso in Calcedonia
il Laterano V nel concilio di Trento

Dovremo forse attenderci un nuovo Concilio, che faccia il punto sul senso vero della riforma ratificata da Paolo VI, e riporti il giusto ordine e la giusta gloria nella Chiesa di Cristo?
Lo attenderemo.
Né sarà un Vaticano III – anche negli esempi precedenti cambiava e nome e luogo – cioè non un tracollo modernista,
ma al contrario la giusta posa per la Chiesa.

Posted in: SATIRICUS