Love parade e il caso Giulia (1 di 2)

Posted on 26 luglio 2010


Premessa biblica (e giuro che sto nelle 5 righe): ma davanti al dilagare di “Love Parade”, “Festival dell’amore”, “Partito dell’Amore” (La Cicciolina!) secondo voi i biblisti hanno capito come mai dire “Eterna è la sua misericordia” funziona meglio di “Il suo amore è per sempre“?
Secondo me no, non l’hanno capito. Poi non supitevi se non leggo più la Bibbia…

Love Parade, dicevamo. E’ quella cosa per cui un raduno di mitomani al fondo del regresso umano si trasformano in santerelli oppressi dai poliziotti cattivi, a patto di sacrificarne qualche decina al dio del sociale. Dai, non ditemi che non capite il senso dei capri espiatorii e delle vittime umane: quando ammazzi uno, hai fatto piazza pulita di ogni possibile giudizio di marcio circa lo stato dei fatti preesistente il rito omicida.

Così è se vi pare. Il raduno dei menagrami sociali (nella nuova variante: da lun a ven perfetti operatori comunali, sab e dom fuoridimatto anarcoidi nudisti denudati e spersonalizzati) diviene il nuovo muro del pianto: guai a dirne male. Guai a dire, chessoio, che da una tale masnada di pazzi il meno che uno si aspetta è che ne muoiano solo 19.

Bisogna aver fede nel Dio cristiano tutto Misericordia per pretendere cifre necrologiche tanto basse.

Che poi significa: servivano i morti per capire che quelle sono riunioni di morte?
Lo diciamo col Montale: ognuno riconosce i suoi.

Enno!, Montale, non è così. Perchè adesso, a seguito del sacrificio umano, non riconosciamo neppure più lo schifo che origina schifo. E quasi ci stupiamo che dallo schifo non emerga i bello. Insomma, voglio dire, si tratta pur sempre di una parata dell’Amore. O no?

(continua)

Posted in: giovani, società