Trattato dei 3 impostori. Forse di più

Posted on 1 agosto 2010


Un giro alla Feltrinelli chiude la mia stagione lavorativa. Obiettivo: portare al culmine lo stress dell’anno per poi godersi meglio la vacanza imminente.

Nel disgusto di porcherie editoriali messe al paio con i grandi autori (prendere o lasciare: è il mercato, signori), scorgo un libello faceto. Il “Trattato dei tre impostori” imposto a Spinoza e presentato dal Odifreddi.

Mi colpisce soprattutto il lancio (o meglio il gancio) di quarta copertina. La tesi è fin bamboccia: solo teologi ignoranti o in malafede possono ancora ostinarsi a propalare idee su un Dio rivelatoSi.

Mi viene da ridere se penso che lo stesso ragionamento si trova in certi chierici ostili al Vaticano Secondo (cui talvolta do voce, ma con cui non mi schiero: e quando mai mi schiero definitivamente?), per i quali l’appoggio delle novazioni conciliari è dovuto o a ignoranza o a maliziosa connivenza massonica ecc.  (dunque poli opposti si attraggono)

Costretto a bazzicare coi preti e col pretese, mi duole, proprio non posso ratificare nessuna delle due precedenti. I singoli teologi sono spesso molto preparati e molto benintenzionati.

Se poi il giudizio ostile si fonda su visioni retrò dell’uomo (un positivismo tardo-illuminista per gli ateologi, un tomismo mono-razionalista per i pre-conciliari), allora la figura degli ignoranti la fanno loro. Perchè oggi cultura significa considerare l’uomo come complessità di “strati” o “livelli” antropologici, per cui l’empirismo o il logicismo han smesso di farla da leoni nel concetto e nel giudizio della pienezza umana.

Si potrebbe discutere se questo sviluppo teoretico, questa stima dell’uomo che vada oltre i canoni scientisti o i razionalismi clerico-teisti, sia progresso o crisi. Ma questo, fa parte della grande domanda della nostra epoca. Domanda cui non i singoli ma la Storia e la Società dovranno rispondere in futuro.

Per chi non ha futuro, ed è fermo a quisquilie di mezzo millennio fa, in libreria ci sono i Tre Impostori.

Per tutti gli altri, nell’editoria, ce n’è anche di più.

Posted in: SATIRICUS