Cattolici: destra sinistra. O eternità?

Posted on 30 novembre 2010


Cattolici. Quelli di sempre. E quelli di moda. Come distinguerli, parola di Del Noce.

“Per il pensiero cattolico di sempre, lo schema interpretativo, sia della storia che dell’attualità, era quello di fede-miscredenza; religione-irreligione; devozione-empietà; sacro-profano; alto-basso.

Con l’accettazione delle categorie di una certa modernità, anche la prospettiva di troppi uomini di Chiesa ne accettò il nuovo schema: progressista-conservatore; destra sinistra; reazione-rivoluzione.

Così, a una interpretazione religiosa della storia, se ne è sostituita una politica.
E alle categorie tradizionali di
vero-falso, di male-bene, si sono sostituite quelle di progressista (il nuovo santo sempre e comunque, non si può davvero essere “evangelici” se non si è “di sinistra”) e di reazionario (il peccatore per eccellenza: di destra, dunque anticristiano, discepolo del Male radicale)…

Nella nuova tavola di valori di certi clericali, il vero antagonista con cui il cristiano deve confrontarsi non è più l’irreligioso, il basfemo, il senza Dio. Anzi, se tutto questo si presenta come “progressista” è visto come un nobile “cristianesimo anonimo“, le cui accuse i credenti devono ascoltare con reverenza contrita, facendone salutare tesoro.

Il nemico vero diventa colui che viene bollato come “integrista”, cioè il cattolico che vuol prendere sul serio la sua fede, trasformandola da sentimento umanitario, da “valore comune”, in guida e prospettiva per ogni sua attività”.

(V. Messori, Opus Dei, Oscar Mondadori, Milano 1994, 119-120)