Ateismo, secolarizzazione e totalitarismi

Posted on 5 dicembre 2010


Se vi dicessero che ateismo e secolarizzazione sono certamente le due facce della stessa moneta; E che la secolarizzazione si può dividere in un periodo che si può dire sacrale e un periodo profano, il primo dei quali comprende indistintamente mussolini hitler e stalin, il secondo tutta la nostra società opulenta.
Che ve ne pare?

Se poi vi volessero mostrare che Mussolini è piuttosto un comunista vicino a Lenin, anziché non un contro-rivoluzionario; un comunista per il quale separato dal materialismo, lo spirito rivoluzionario si converte in una specie di mistica dell’azione in…attivismo, sì da poter leggere l’attualismo come un marxismo dissociato dal materialismo.
Che ve ne pare?

E se infine vi spiegassero che Mussolini fosse per molti il solo uomo capace di compiere l’opera del Risorgimento, e che la prima guerra mondiale come rivoluzione sia stata la premessa perché la parte risorgimentale potesse vincere sulla parte non risorgimentale  preparando l’avvento fascista.
E che il fascismo à la Gentile, chiuda il cerchio aperto e sospinto dal Giordano Bruno e dal Gioberti – a destra; e chiuda il progetto leninista, una volta accolta la critica marxista di fine ottocento.
Che ve ne pare?

E che Gramsci, il grande Gramsci, l’unico Gramsci, non sia più comunista di Mussolini, anzi sia comunista solo per tramite di Mussolini, in quanto riaffermazione di Marx dopo la Filosofia dello Spirito, e in quanto – come già il Gentile – svolgimento dello hegelismo nel senso della filosofia della prassi. E che in questa linea attualista Gentile rappresenti l’ala riformista, Gramsci quella rivoluzionaria, non demarcandosi sostanzialmente tra loro
Che ve ne pare?

E che perciò proprio a questo Gramsci, fascista di sinistra, dobbiamo l’inaugurazione italiana dell’epoca di dissoluzione, a motivo di quell’enorme potere di negatività che è proprio dell’attualismo, e che si sprigiona appieno una volta negato l’ultimo contenuto residuo positivo (il nazionalismo dei fascisti); e che da lì sorgono gli attuali tipi di intellettuale… quello del dissacratore o demistificatore e quello dell’esperto e del tecnico che avalla la vigente captazione borghese-illuministico modernista.
Che ve ne pare?

E che tra lui e noi ci sono pur stati i moti giovanili del ’68, ma che non c’è un solo tema dell’estremismo studentesco che non sia ritrovamento di motivi del primo fascismo… tuttavia il fascismo originario si dava pur un contenuto, nell’idea di nazione…
Che ve ne pare?

(citazioni e sviluppi colti da  A. Del Noce, Verità e Regione nella Storia, BUR, MI 2007, seconda e terza  e quarta parte dell’antologia)

 

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