Amicizia ebraico-cristiana: le strane origini

Posted on 17 gennaio 2011


In Italia la prima Amicizia ebraico-cristiana sorse a Firenze nel 1950, conseguenza di un incontro importantissimo tra Giorgio La Pira e Jules Isaac, storico ebreo-francese. Questo storico, che si salvò per miracolo dallo sterminio nazista, dopo aver perso tutta la famiglia nei campi di concentramento, ha studiato a fondo i Vangeli e la patristica, osservando quanta parte dell’antisemitismo abbia radici in una predicazione e in una catechesi che hanno mal interpretato i testi originali. Jules Isaac chiama questo insegnamento del disprezzo.

La notizia è a pagina 5 dell’opuscolo Vent’Anni di Presenza in Città dell’Amicizia Ebraico Cristiana (AEC) di Torino.
Siamo grati dell’informazione.
Ma rimaniamo con una punta di perplessità:

Anzitutto perché la storia insegna che l’antisemitismo è stato un fenomeno o prevalentemente locale e nazionalistico (cf. Simon Schwarzfuchs, Gli Ebrei al Tempo delle Crociate, Jaca Book, Milano 2000; e Rodney Stark, Un Unico Dio, Lindau, Torino 2009), a volte indotto dagli stessi ebrei (persino il re Cosroe, che pure era debitore agli ebrei per la presa della Gerusalemme ‘bizantina’ – 614 d.C -., non tollerò la libertà dei giudei il cui Medioevo fu realmente e gravemente oscuro: e presto li sostituì al governo con i cristiani prima sconfitti. Tratto da: Piera Arata Mantovani in Il Mondo della Bibbia), o di origine per nulla religiosa (come il nazismo, che – ironia della sorte – è l’erede legittimo, di fatto affermatosi, di quello spirito Rivoluzionario che per primo volle sdoganare gli ebrei dai ghetti edificati in era moderna).

E poi, siamo sinceri, chi di noi accetterebbe di iniziare un’amicizia in cui uno dei due partner da subito punta il dito contro le colpe dell’altro?

Ma qui è diverso. Perché i cristiani sono quelli del Dio crocifisso. Quelli che nel 2000 – nella persona di Giovanni Paolo II – hanno chiesto perdono di tutto.

E se pure non mi convince del tutto un gesto di carità che calpesti troppo le ragioni della Ragione, devo ammettere che almeno ha più senso come tentativo di inizio di un’amicizia.

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