Ecumenismo, evoluzionismo, onanismo e onunismo

Posted on 22 gennaio 2011


Volge al termine l’odiosa settimana dell’ecumenismo, odiosa perché trasformata nel baracchino del masochismo cattolico, nel gonfalone del relativismo massonico, nell’orgoglio gaio del catto-progressismo narciso.
Odiosa ma divertentissima, perché ogni sera ho potuto ascoltare a che punto l’erudizione dei teologi cosiddetti sia disposta a sbracarsi pur di strappare l’applauso del popolo bue e di non contraddire il dio Opinionismo (che nelle chiese cattoliche occupa spesso il posto centrale: si veda la cacciata del tabernacolo in qualche abside laterale e seminterrata, e il dilungarsi delle omelie in cui il nuovo deicida è Berlusconi ecc. ecc. ecc.).

UN INNO ALLA RIVOLUZIONE?

Sentito con le mie orecchie: a tutte le chiese – inclusa la cattolica – manca qualcosa, per questo è opportuno l’ecumenismo.

Mah, io ho sempre ritenuto che la Chiesa pellegrinante è necessaria alla salvezza (Lumen Gentium 14), che la Chiesa sussiste nella Chiesa Cattolica (LG 8), e che la pienezza di grazia e di verità è stata affidata alla Chiesa Cattolica (Unitatis Redintegratio 3), la quale deve essere professata in continuità storica con la Chiesa fondata da Cristo (Dominus Iesus 16). Si vede che ho creduto male.

Altro scoop: incontenibile gioia per i grandi passi che ci hanno avvicinato ai luterani (con la dichiarazione sulla giustificazione) e agli ortodossi (per il fatto che -udite udite – noi gli diamo le nostre chiese in allocazione).

In confidenza il relatore di turno sottolinea che noi però ci sentiamo culturalmente più vicini ai luterani, nonostante le teologia sia più prossima a quella ortodossa.
Che poi significa aver scisso fede e ragione, e aver cordialmente preferito i principi della cultura moderna (rivoluzione, ateismo, individualismo, indifferentismo) alla retta dottrina della fede (detta anche ortodossia; il che cade a fagiolo col nome di ortodossi e con la nostra reciproca prossimità teologica).

UNA TECNICA PER MANTENERE LA PACE?

Procedamus. L’ecumenismo è una via alla pace. Dialoghiamo insieme, disposti a mettere da parte ciò su cui ci verrebbe da scontrarci, per poter stare bene tra noi. Seguono nomi e slogan che ci avrebbero fatto incappare nel sequestro di beni ai tempi di Giustiniano (beata gioventù, noi al massimo paghiamo lo Ius Ennesimae Noctis col premier di turno). Praticamente viene affermata una riedizione di quella Pace Universale alla Kant, frammista al progetto di chiese modello Onu-ante-litteram cui collaborò il modernista Loisy, al quale si potrebbero inanellare forse anche Rodano, Mancuso, don Gallo e Capezzone. Capezzone però solo nel periodo di militanza coi Radicali.

Faccio notare di passaggio che la cosa fondamentale cui converrebbe rinunciare pro bono pacis è Cristo stesso.
Faccio notare senza pelo che qualcuno ha già provato a realizzare – non solo con conferenze una volta all’anno – questa pace totale senza Cristo: Robespierre, Hitler, Stalin, Pol-Pot, Kim Jon II, Ben Gurion…

UN EVOLUZIONISMO CULTUALE INFINITO?

E ancora. L’ecumenismo pensa ai cristiani e alle religioni come in un moto di progressivo avvicinamento, finché in un futuro si incontreranno.

Qui non ho capito i riferimenti.

Viene in mente Supercar Gattiger, il cartoon giapponese in cui cinque F1 si assmblano a formare una macchina super veloce. In realtà il tema del super robot che nasce dalla fusione di parti separate e trova così la forza per uccidere i cattivi è un tema ricorrente nel fumetto nipponico (che – per inciso – nasce in uno dei paesi a più alto tasso di suicidio nel mondo).

Si pensi anche a Daltanius, di cui riporto questa minuziosa descrizione:

Dunque, il daltanious dx (l’unico scomponibile) era formato da 3 pezzi.
Antares (il robot) beralios (il leone) e gumper (l’astronave).
Forse tu parli di 4 pezzi perchè il gumper si separava in 2. Montanto misura circa 35 cm.
La valutazione di questo pezzo varia molto a seconda dello stato di conservazione : le cromature del leone si perdevano nell’agganciamento purtroppo.
Arrivò in italia importato dalla ceppiratti in due modi: il box unico (molto sfarzoso e completo di tutti gli accessori) o le 3 scatole separate dei componenti. in questa seconda versione, sfortunatamente mancavano alcune componenti per renderlo pari al cartone : in particolare i pugni grandi, la seconda astronavina da inserire nella testa di antares e la spada fiammeggiante.
L’altro rischio è quello di trovarsi tra le mani un’imitazione: in particolare mi riferisco al god sphinx.
Questo, al contrario dell’originale era prodotto con minori parti in metallo e colorazioni differenti.
Riconosci l’originale dalla copia tramite i marchi. Il leone dovrebbe avere il marchio Popy all’interno della testa , dentro la criniera.
Un daltanious loose, ma completo lo puoi vendere dignitosamente a 150/180 euro (ma dev’essere in ottimo stato e con tutti i pezzi).

Nonostante la descrizione di Daltanius sia più precisa di quella di ecumenismo offerta dai teologi nelle conferenzine, dubito essi riferissero direttamente a quell’ambito culturale.

Tento altre due linee di lettura (vedete che per capire il teologhese post-conciliare bisogna avere una fantasia da leoni!).

Da un lato mi viene in soccorso la matematica: due rette parallele si incontrano all’infinito.

Quindi forse le religioni si incontreranno nell’infinito? Rimane il problema di chiedere a Cristo di non fare quella benedetta Parusia, sennò metterebbe fine al tempo e così addio incontro tra le religioni parallele!
Più in dettaglio  bisognerebbe dire:

Il 5° postulato di Euclide, rappresentato in figura, recita: “Quando una retta incontra altre due rette e forma con esse dalla stessa parte angoli interni la cui somma è inferiore a due angoli retti, quelle due rette, prolungate all’infinito, devono incontrarsi dal lato dove si trovano gli angoli la cui somma è inferiore a due retti”.Quindi le due rette si incontrano sempre, da una parte o dall’altra, a meno che la somma degli angoli non sia esattamente uguale a 180°, in questo caso le due rette non si incontrano nè da una parte nè dall’altra: esse sono parallele.

Molti matematici, tra cui lo stesso Euclide, tentarono senza successo di ridurre questo postulato ad altri più evidenti, ma esso assieme a tutta la geometria greca fu considerato valido per circa 2100 anni fino a quando, Gauss ed altri, svilupparono geometrie che, pur totalmente coerenti, contraddicevano il 5° postulato.

 Le geometrie non euclidee trovarono poi applicazione per risolvere alcuni problemi dello spazio-tempo posti dalla relatività generale di A.Einstein.(QUI)

Quindi l’ecumenismo avrebbe assunto la mens non euclidea per pensare alla religione? Relatività teologica? Avete già pronto il Martini da stappare per il brindisi?

Forse, o  forse, più laconicamente, dovremmo accodarci al comico De Crescenzo quando proferisce: due rette parallele si incontrano all’infinito… quando ormai non gliene frega più niente!

Ultimo tentativo di spiegazione, giusto per scongiurare la deriva di matematici bulgari o scrittori napoletani, è leggere l’ecumenismo come variabile cultuale dell’Evoluzionismo.
Anche l’Evoluzionismo infatti professa nè più né meno una fede cieca, una speranza senza ragioni, una carità nominalistica nell’evolversi incontrollabile e finora frustrato di un bene attraverso il futuro. Per gli evoluzionisti il bene è dato da materiale biologico, per gli ecumenisti è dato da cultuale pneumatologico. Chissà, magari a incrociare un evoluzionista con un ecumenista vien fuori uno psicologo (che però sarà sterile oppure fissato con le rimozioni della libido).

Dunque in un futuro non meglio precisato le scimmie perderanno il pelo, e i cristiani si fonderanno in un nuovo Daltanius la cui spada folgorante emanerà raggi dal comportamento non euclideo.

CONCLUSIONI

A me verrebbe da dire che, se per 5 secoli ci siamo scannati, forse c’erano dei motivi. Forse non è a causa delle guerre passate che non vediamo più ciò che ci accomuna. Forse è perchè ciò che ci accomuna è tanto fragile, che si cercò per anni di eliminare il diverso con le guerre.

Ora, il concilio ci ha insegnato il rispetto. E’ un no alle guerre, ribadito anche quando gli indù ci mitragliano le chiese, gli islamici ci ghettizzano, gli ebrei ci opprimono finanziariamente, gli evangelical ci sottraggono fedeli e gli ortodossi ci occupano le chiese. E’ un no allo spreco di sangue quando ormai non serve più (piccola chiosa: il successo sociale e la stabilità epocale del Medioevo suggerisce che a suo tempo esso era invece funzionale allo scopo comunitario – cf. Inquisizione ecc) e peggiora solo le situazioni (cf. Dominus Iesus 22).

Ma è anche un no all’indifferentismo. Come ribadisce il papa QUI (ancora DI 22)

Nel decadentismo della pastorale idealista dei nostri tempi – idealista e sfrontatamente anti-magisteriale e anti-conciliare (però lo fanno mossi da buone intenzioni… già, secondo un concetto di bene relativisticamente auto-determinato da una coscienza divergente dall’insegnamento del pontefice…) – me ne torno a casa un po’ scosso ma fondamentalmente tranquillo. Nella sinistra ho il mio fidato sigaro, nella destra ho la Dominus Iesus, e nel cuore – con rispetto e carità – non mi riesce di trattenere una preghiera:

O MARIA, Mater misericordiae, et Refugium peccatorum, Te supplices exoramus ut tuos misericordes oculos ad populos haereticos et schismaticos benigne convertas. Tu, quae es sedes sapientiae, illumina illorum mentes ignorantiae et peccati tenebris obvolutas, ut fideliter agnoscant Sanctam Catholicam et Apostolicam Romanam Ecclesiam esse unicam veram Jesu Christi Ecclesiam, extra  quam non datur sanctitas neque salus. Perfice demum eorum conversionem, obtinens illis gratiam, qua cunctas sanctae Fidei veritats amplectantur, seseque Romano Pontifici visibili Jesu Christi Vicario subjiciant, ut, cito nobis divinae caritatis vinculis conjuncti, fiat unum ovile sub eodem unico Pastore; et omnes, o Virgo gloriosa, in aeternum exultantes cantare valeamus: Gaude, Maria Virgo, cunctas haereses sola interemisti in universo mundo. Amen
Dicuntur 3 Ave Maria
Indulgentia 300 dierum semel in die (30 Dec. 1868 – ndr: beato Pio IX).

 

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