Il lavoro rende liberi?

Posted on 22 gennaio 2011


Evidentemente l’espressione suona male dopo l’impiego che ne fece Adolfo Hitler. Ma la retorica del tempo libero e dell’evasione dal mondo lavorativo non pare proprio esser stata lungimirante.

Di questo in media ce ne accorgiamo tutti di più, da quando molti amici sono costretti a casa con le mani in mano.
Ma di questo con occhio più acuto si accorge W. Pfaff, colonnista old-age americano,  che alla delega del lavoro, specie di quello più massivo cioè manuale, imputa un bel pezzo di responsabilità nella crisi attuale

Many factors since then have contributed to the destruction of the Western version of capitalism, but the most important for the U.S. was the theoreticians’ rejection of manufacturing — in its fundamental meaning, the making of things.

In the 1960s it became common to argue that manufacturing with its associated physical labor and consumption of raw materials was inappropriate to a modern society, whose distinctive and determining advantage was its possession and use of knowledge and its capacity to innovate. (QUI)

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