Libera Chiesa in libero stato. Sì, stato d’assedio!

Posted on 17 marzo 2011


Libera Chiesa in libero stato? Mai parole furono più… ambigue

Il ministro plenipotenziario degli Stati Uniti presso il governo italiano, il protestante George Perkin Marsh, nei suoi rapporti ufficiali a Washington descrive le ca­se religiose in una luce fosca, del tutto negativa. Egli non ave­va rapporti diretti con frati e religiosi, ma riferiva le voci che gli giungevano dagli ambienti governativi italiani. È difficile dire sino a che punto egli condividesse queste tesi, o piutto­sto riferisse quanto poteva essere gradito al suo governo pro­testante, non del tutto alieno dal vedere nel Risorgimento uno strumento della Provvidenza per abbattere l’Anticristo di Roma e aprire l’Italia alla predicazione evangelica. Del resto questa posizione negativa è identica a quella di uno dei mi­gliori valdesi italiani, Jean Pierre Revel, in una lettera del 13 giugno 1866.

Aggiungiamo ancora che l’avversione ai religiosi, e al clero secolare in genere, non finisce nell’Ottocento. Anzi essa si ac­centua in Francia con Combes nei primi anni del novecento, e dalla Francia si ripercuote in Italia, dove negli anni 1905-1915 si moltiplicano sui giornali socialisti gli attacchi violenti contro sacerdoti, che provocano processi, condanne spesso discutibili, aggressioni per strada. (319-320)

G. Martina, Storia della Chiesa, Morcelliana, Brescia 20064