Fatti gli italiani, facciamo i terroni

Posted on 19 aprile 2011


Il risultato della liberazione del Regno delle Due Sicilie dai Borbone è così descritto dalla Civiltà Cattolica all’inizio del 1861: “Le province in cui non è scoppiata la reazione, sono abbandonate a se stesse, che è quanto dire all’anarchia. I ladroni vi campeggiano liberamente, e ciascuno si guarda come può. Di che avvengono orrori indescrivibili, massime nell’isola di Sicilia, e gli stessi diari mazziniani ne parlano con ribrezzo. Nelle province in cui il popolo non ha voluto accettare la libertà tirannia regalatagli dal non intervento e dalla prepotenza settaria, vanno scorrendo colonne mobili di milizie regolari, col solito accompagnamento del giudizio statuario, delle fucilazioni immediate, di 30, 50, e fino a 100 per volta, e della devastazione di intere borgate. In Napoli stessa non è lecito dir parola contro la presente oppressione, senza correre pericolo di violenze inaudite”.

(A. Pellicciari, Risorgimento ed Europa, Fede&Cultura, 86)

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