Unire l’Italia – rivoluzione a pagamento

Posted on 28 aprile 2011


Non essendo riusciti a trovare popoli spontaneamente insorgenti, il governo liberale fa ancora una volta ricorso ai soldi: le due lire al giorno menzionate dalla rivista dei gesuiti. Oltre ai 20.000 mercenari che svolgono la pantomima della sollevazione popolare contro il governo del papa, l’esercito piemontese dispone di un effettivo di 65.000 uomini. Le truppe sarde invadono lo Stato della Chiesa – il più antico ed il più prestigioso stato dell’Occidente – senza dichiarazione di guerra seguendo una prassi ormai consolidata.

La dichiarazione di guerra – pratica obbligata fra stati civili -­è sostituita da una lettera di Cavour al segretario di stato Giacomo Antonelli. Il contenuto della lettera è il seguente: le province del re di Sardegna confinanti con lo Stato della Chiesa (la Toscana e l’Emilia appena annesse) sono sdegnate dall’impossibilità delle Marche e dell’Umbria di manifestare apertamente i propri desideri (Cavour si riferisce alla supposta volontà di essere annesse al Piemonte).

(A. Pellicciari, Risorgimento ed Europa, Fede&Cultura, 86-87)

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