Chiesa e potere temporale: oltre la crisi

Posted on 5 maggio 2011


A fronte di tanto modernismo anti-costantiniano imperante, noto felicemente che qualcosa si muove. E’ il caso della conferenza di Miguel Diaz, recensita da Allen (QUI). Dove, non a caso, la possibilità di pensare coerentemente e fecondamente  il rapporto sinergico Chiesa-diplomazie affonda le radici in una sana e tradizionale teologia nicena (i primi concili erano patrocinati dall’imperatore, e inaugurarono di fatto il senso di una collaborazione tra auctoritas e potestas).

Case in point: How many foreign service types could have tossed out a reference to the “Chalcedonian grammar” of Catholicism, meaning its emphasis on distinguishing but not separating, faith from reason and nature from grace, as Diaz did yesterday in a lecture in Washington, D.C.?

Diaz delivered the Dean Hoge Memorial Lecture at the Catholic University of America, before a mixed audience of church and political leaders, trying to bring the two worlds he now inhabits, professional diplomacy and the Catholic church, together.

Riflettere sul valore delle relazioni tra temporalità e spiritualità sembra essere la via di uscita, anche perché non si dà vero Bene Comune, se non nella condivisione di valori interiori. Kaputt al marxismo ed eredi.

Diaz quoted the French Catholic philosopher Jacques Maritain to the effect that the “common good” must include the religious and moral sentiments of the members of a society.

Nè stupisce che la presunta liberazione dal potere temporale – spesso innestata sulle dichiarazioni di Paolo VI, che pure erano istruzioni sullo spirito dei tempi e non dichiarazioni di principio sulla perfezione dello stato di cose raggiunto – si manifesti in un momento di grande crisi.

Moreover, the prospects for partnerships between the United States and the Holy See – what Italian journalist Massimo Franco calls the “parallel empires” of the West, meaning the world’s most important hard and soft powers – have been complicated not only by differences over abortion and other pro-life concerns, but also because both the United States and the Vatican have been preoccupied by internal crises.

Evidentemente, solo una reintegrazione fondata, che rappacifichi trans-comunisticamente potere temporale e spirituale potrà risollevarci dalla crisi.

Viceversa dovremo tenerci:
1 – stati disumani ingestibili e tecnocratici
2 – una Chiesa incapace di incidere, e facile da uccidersi
3 – La comunità di Bose e consimili

Posted in: chiesa, politica