Manifesti in città: esegesi di un declino

Posted on 7 agosto 2011


Un bravo esegeta sta attento alle minuzie di pericopi e lemmi per decodificare il senso profondo del brano considerato.
Ipotesi di lavoro: quali sarebbero pericopi e lemmi utili a decodificare una città?

I manifesti pubblicitari.

Sì, nei manifesti pubblicitari mi diverto a leggere il futuro della cittadina che li espone, e quando raggiungono un livello di persistenza e penetrazione significativi, inizio pure a preoccuparmi.

Alla faccia della cultura delle libertà, poche cose sequestrano e distorcono la libertà quanto i messaggi che sottilmente ma imperiosamente ci bombardano per le strade (certo anche per radio o in TV, ma quelli li riesco evitare col tenere abbassato il contatore della corrente in casa mia – i cartacei ahimé non posso proprio fingere di non averli visti…).

Vai con l’esemplificazione. Torino, primavera 2011.

1. IMMORALITA’

Primo cartello che invade il paesotto è la reclame di Six Love: “Il piacere è il gioco degli adulti, e il parco giochi è a Torino”. A metà tra una casa chiusa e un parco erotico, SixLove offre spazi fantasiosi e carini per vivere esperienze di peccato mortale lussurioso.

Ma tanto fa. I buoni torinesi, grandi e piccini, non hanno scampo: dal metro alla periferia al centro è tutto un richiamo – suggestivo a giudicare dall’indovinato slogan – a un mondo parallelo, un mondo per adulti, un mondo adescante, un mondo enigmatico, che presto si precisa essere un mondo pornografico e sbracato.
Su sesso, età, provenienza del partner si stende un velo di mistero che crea curiosità, trepidazione, sdegno, maliziosa complicità, confusione.

2. IRRAZIONALISMO

Seconda serie di cartelli. Questa volta non cade nell’immoralità, come il precedente, ma nell’irrazionalità pura: che dell’immoralità è tuttosommato la premessa necessaria (stavo per dire la premessa ‘logica’…).

Il centocinquantenario di Italia diviene occasione per deflagrare la nazionalità italiana. Al grido illuminista “Via i pregiudizi” (ricordo ai nostalgici della cultura che, senza scomodare san Tommaso, il buon vecchio Gadamer – cultore dell’ermeneutica – ha demolito la pretesa di fare a meno dei pregiudizi…) si spalancano le porte alla politica dell’assurdo. Negri, zingari, clandestini, schiave, trans, prostitute siamo tutti fratelli e sorelle dìItalia.

Assurdo.

Qui si confonde la cittadinanza di diritto – il fatto di essere o meno italiani – con il rispetto dei diritti dell’uomo e del cittadino – la rivendicazione di asilo politico e di tutela dalle schiavitù – con l’implosione del diritto civile – il quale stabilisce differente trattamento per i profughi e per i clandestini – e la imposizione ideologica, anti-scientifica e piena di pregiudizi circa la flessibilità dei caratteri sessuali psico-fisici – i trans… fratelli o sorelle?

E’ l’esito più coerente – in una stagione che fortunatamente non rispetta troppo le consequanzialità – dell’aver celebrato un anniversario all’insegna dell’ennesima rimozione storiografica e del puro emotivismo.

L’evocazione dell’Italia diviene strumento di potere, sostantivo della Neo Lingua orwelliana, contenitore vuoto alla mercé dei capi-partito di turno.

A naso l’esito non sarà la tutela dei derelitti verso una società di individui integerrimi e interiormente responsabili. No, l’esito sarà l’obliterazione di ogni giudizio, cioè di ogni verità, cioè di ogni morale. Dopo di che il negro, il trans e la schiava non li troveremo più nel campo profughi o al crocicchio ma… nelle Hall di Six Love o in altri luoghi di tortura, più subdola, più igenica, ma non meno disumana di quelli attuali.

Evidentemente al sopruso anti-nazionale sbandierato in difesa di non-italiani reietti, seguirà l’ingerenza verso i veri cittadini. Traduco, secondo la legge dei vasi comunicanti: se i negrei, gli schiavi, le prostitute a prescindere sono italiani da difendere; allora gli italiani a prescindere sono criminali o vittime indifese da sottomettere.

Sì, l’accostamento non è logico. Ma, appunto, in contesti di ideologismo violentemente a-logico, dobbiamo a prepararci a una società che evolva in base a criteri approssimativi, violenti, inebetitori.

Ah, non stupisca se l’aberrità pubblicitaria è stata supportata da Valdesi e Metodisti. Notoriamente anti-italiani, in quanto storici brecciatori di porta pia, e anti-filosofici, in quanto protestanti in genere.

3. ASSOCIAZIONE A DELINQUERE

Terzo cartello: petizione contro gli integralisti pro-life.Difendi la 194.

Dunque abbiamo visto il proclama immorale, poi quello illogico e irrazionale, qui scadiamo decisamente nell’antinomismo para-gnostico. Siamo di fronte ad una autentica campagna contro la vita umana (non credo il testo si ribelli all’eccesso di tutele animaliste).
Sei un terribile integralista pro-life? Attenzione, noi stiamo patteggiando con le schiere di superuomini favorevoli alla morte (solitamente altrui): serial killer, mafiosi, sequestratori, mercenari, aguzzini, psicopatici, mostri? Forse. Certamente abortisti di grido e medici assassini.

Nel magico mondo dei sogni illuministi l’alternativa al pro-life è un opportunismo controllato ed edonista. Peccato che nel migliore dei mondi possibili – cioè quello che esiste, quello sottomesso al Peccato Originale – opporsi alla vita significa invocare la morte su di sé e sugli altri. E’ la premessa civica al teologico Castigo di Dio (o scatenamenti satanico, per i più tradizionali)…

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