Un cero per Ravasi

Posted on 16 dicembre 2011


E’ furbo, bisogna ammetterlo. Non perché smussi la collaborazione al Sole24Ore con la immagine vintage che propone il collettino luterano ben infilato, ma soprattutto perché sceglie ad hoc la frase di apertura:

È molto più importante accendere una piccola candela che maledire l’oscurità
(Confucio)

Parola & parole è il titolo del blog, e la scelta del monsignore è chiara.

Piccante al punto giusto – Ravasi è un po’ progressive, mica è scemo – piglia due piccioni con una fava. Strizza l’occhio al bisogno di serenità del laicato italiano (specie se sono lettori del quotidiano economico in questo tempo di crisi); ovviamente carezza tutti gli ecumenismi di sorta (verrebbe la battuta sulla confessione interlocutrice semi-ecumenica più legata alle banche e all’economia, ma è fin superflua); infine – ma chissà se è voluto – si schermisce dalla classica accusa catastrofista di noi tradizionalisti.

Quasi a dire: “non giudicatemi per questa mia vetrine post-moderna: io vi accendo un cero”.

Bravo, sì, ma non si preoccupi, gliela accendo anche io la candela: a padre Pio, che ha sofferto plausibilmente anche per lei (padre Pio, francamente meglio di Confucio, come anima vittima in espiazione della tenebrosa e maledetta crisi economica ed ecclesiale novecentesca).

Vabbè, tempo perso. Qui di anime vittime rimaniamo solo noi, vittime della cardinalite.

Gli rispondo e mi congedo con un vecchio amore, che ci riconcilierà tutti in perfetto clima       fatalista.