Non saremo benigni

Posted on 8 febbraio 2013


Sarà anche vero che il cattolicesimo italiano era legato dovuto all’ignoranza del popolo, abilmente sfruttata dall’oscurantismo ecclesiastico. Il problema è capire se l’alfabetizzazione e la digitalizzazione sono sufficienti a rendere il popolo autonomo e colto, oppure se, illudendolo di esser tale, abbiamo trovato nuovi modi per soggiogarlo.

A me ne viene in mente uno. Uno per tutti. Profumatamente pagato dal popolo e imposto dalle élite.

Lo convocano quando c’è da parlare di cultura

anche se la cultura è ben altra…

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Lo evocano quando c’è da parlare di storia

anche se la storia è ben altra…

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Lo convocano quando c’è da parlare di patria

anche se la patria è ben altra…

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Lo convocano quando c’è da parlare di politica

anche se la politica è ben altra…

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Cultura, storia, politica, patria. Nomi posticci, che calzano malamente sugli spettacoli del fantoccio aretino. Buono solo a demitizzare la cattolicità patente di Dante e quella latente di Collodi.

Buono a diffondere la propaganda che mescola anticlericalismo annacquato, ideologia rivoluzionaria carbonara, anti-fascismo di rito, idolatria dello stato laico, inquadramento culturale a perfetto regime.

Il prossimo spettacolo sarà certamente in difesa dei gay. O giù di lì. Dove si annusa risata facile, applauso scontato, pensiero gracile, coraggio zero: lui zompa!

E infine faccio notare che tra gli spettacoli “culturali” di oggi e quelli comici degli anni novanta non è cambiato nulla. Stesso stile, stessi bersagli, stessi saltelli, stessi buchi argomentativi, stessa piaggeria.

Ridatemi i contadini ignoranti e le loro benedette Insorgenze!!!