La festa di A-u-lin

Posted on 31 ottobre 2013


Un tuffo sul blog appena prima di uscire con qualche amico per festeggiare Allouin – che le vecchie zie del paese storpiano obbligatoriamente in A-u-lin -. “Birra o scherzetto” sarà il nostro motto.

Ci sono tre cose meritevoli di menzione circa A-u-lin.

La prima è che – non so perché – la blogosfera tradizionalista è passata dal demonizzare A-u-lin al farne una quasi esaltazione. E’ un fenomeno che bollerei come ‘soccite’ (da Socci, quello che a seconda che i semestri siano pari o dispari fa il tradizionalista o il normalista). Vabbuò.

La seconda tira in campo un refrain di padre Amorth: “fate vedere l’Esorcista, fatelo vedere! Almeno la gente ricomincia a parlare del diavolo e si mette in guardia”. Chissà, forse questa è la risposta migliore al punto precedente.

La terza è che, come tutti i culti pagani, A-u-lin porta seco un che di tradizionalissimo e popolare, specie per quel calore delle zucche mutate in candele. Sicuramente più liturgiche e comunque meno anti-cattoliche dell’installazione framasson-scozzese che lo Scola ha piazzato in duomo. Bah.

Sia questo il mio augurio alle bizzarrie contemporanee nella Catholica, crescentemente ‘stregata’ da allucinazioni diaboliche a dir poco: che in tante zucche vuote possa almeno accendersi un lumicino di fede, speranza, cervella e carità. Per una notte almeno.