Gay è bello. Ma triste.

Posted on 2 novembre 2013


Un appello per dire a tutti i ragazzi che si trovano nelle sue condizioni, ciò che nessuno è riuscito a dire a Simone, il giovane di 21 anni morto suicida a Roma sabato scorso: “Essere gay non è brutto, ma è normale”. Esattamente come lo è essere eterosessuali.

Auguri agli appellanti. Purtroppo credo che a questa bufala – cioè che essere gay non sia brutto e non comporti sofferenze immensamente più fitte di qualsiasi rete di simpatizzanti buonisti e generosi od opportunisti – potranno credere, Iddio lo voglia!, in molti, forse, ma non in molti omosessuali.

Il tutto io appoggio, sempre nella speranza che gli appelli si moltiplichino e si raffinino, però non solo a beneficio dei giovani suicidi gay, ma possibilmente di tutti i giovani suicidi. Ammesso e non concesso che la vita di un adolescente non-gay valga almeno quanto quella di un adolescente gay…

Infine: attenti. Una delle cause di moltiplicazione di suicidi… è la pubblicizzazione e spettacolarizzazione di suicidi. A buon intenditor!

Il suicidio è aumentato tra i bambini, almeno fra i maschi, e specialmente tra gli adolescenti (rappresenta la seconda causa di morte dopo gli incidenti). Nell’età fra 15 e 24 anni, i casi di suicidio sono aumentati dal 1970 del 50% per i maschi e in modo trascurabile per le femmine. Negli anni ’90 in USA l’incidenza media di suicidi tra i giovani di età compresa tra 15 e 24 anni è stata di 12/100000 con un rapporto maschio:femmina di 4:1. L’incidenza di suicidio tra i bambini tra i 5 e i 14 anni continua a essere molto più bassa ma rappresenta una valutazione minima perché la designazione ufficiale di morte per suicidio generalmente richiede dimostrazione di intenzionalità. Perciò, molte morti attribuite a incidenti (p. es. automobilistici e con armi da fuoco) sono in realtà dei suicidi.

Fattori predisponenti sono: una storia di suicidio tra i membri della famiglia o amici stretti, una morte recente in famiglia, abuso di sostanze e disturbi del comportamento (v. prima). I fattori precipitanti spesso implicano la perdita dell’autostima (p. es., durante discussioni in famiglia, per un episodio disciplinare umiliante, una gravidanza, un insuccesso a scuola), una delusione in amore, il venir meno dell’ambiente familiare (scuola, vicini di casa, amici) per trasferimenti. Altri fattori possono essere la perdita di struttura e limiti che conduce a una schiacciante sensazione di perdita di una guida, o l’intensa oppressione da parte dei genitori che determina la sensazione continua di non soddisfare le aspettative. Una frequente motivazione per un tentativo di suicidio è lo scopo di coinvolgere o punire gli altri con la fantasia “tu soffrirai dopo la mia morte”. Si vede un aumento dei casi di suicidio dopo un suicidio molto pubblicizzato (p. es., quello di un cantante di fama) e tra una popolazione in cui ci si può identificare (p. es., in una singola scuola secondaria o nella casa dello studente), indicando l’importanza della suggestione. Può essere d’aiuto un intervento sociale precoce per portare supporto ai giovani in tali circostanze.