Galantino e Amerio, tra lingua e sostanza

Posted on 19 agosto 2015


Mi scrive privatamente un amico:

Trovo l’interventismo scomposto di Galantino preoccupante. Nessun altro segretario CEI mi ha dato queste impressioni; manca la compostezza e anche il linguaggio usato non è da principe della Chiesa.  Decadenza linguistica, di comunicazione di sostanza.

E’ così, ma non è una novità. Per fare onore a un grande intellettuale boicottato, Romano Amerio, cui vorrei tanto trovare il tempo per dedicare una recensione come si deve (siamo nel trentennale del suo capolavoro metafisico cristiano, Iota Unum), dirò che il filosofo aveva puntualmente registrato la decadenza.

Brevemente e, mi scuso, senza darmi il tempo di offrirvi citazioni più puntuali: Iota Unum indicava le prime anomalie nel modo di esprimersi degli stessi documenti conciliari, dei documenti curiali e infine dell’Osservatore Romano. Il seguito a Iota, Stat Veritas, decretava l’ormai avvenuto decadimento su larga scala, per esempio nella totale squalificazione proprio dell’Osservatore (tutto il paragrafo conclusivo, Postilla alla 55° chiosa, è una critica serrata a un testo pubblicato sul giornale della Santa Sede).

Che dire? Ciò che ieri era chiaro a studiosi rigorosi e scomodi, oggi è patente anche al laico normale.

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