Sesso e rivoluzione: 1968-2018

Apparso su Campari & de Maistre

Secondo quelli di Einaudi, “La Banda Bellini”, cronistoria autobiografica di Marco Philopat, sarebbe un “romanzo di dura e metallica epica quotidiana… Racconto orale onesto e spietato che diventa grande letteratura, storia nella storia che si fa narrazione collettiva, squarcio su una memoria irrisolta e inquieta” . Non saprei dire, anche perché non ho intenzione di leggere le nostalgie dei disillusi sessantottini, avendo già mio padre da consolare – e vi assicuro che basta. Ma un amico mi gira la citazione che segue, tratta dal “racconto reale e onesto” e la uso per farmi qualche pronostico e proposito di inizio anno.

“Mi sono accorto che è arrivato il Sessantotto perché le donne hanno incominciato – da un giorno all’altro – a darla via senza problemi – a socializzare il corpo con noi altri maschi – così come se fosse la cosa più naturale del mondo – ci hanno preso di sorpresa – non siamo preparati… Te ne resti lì inebetito davanti a tale disinibizione – ti spiazza – dopo anni aspettati ad aspettare una passera – da un giorno all’altro ne avevi da raccontare di maialate – e anche tutti gli altri ne raccontano – una dopo l’altra – un fermento – un intrigo di situazioni a cruciverba – un groviglio di gambe e parole… Ragazzi – questo è il Sessantotto – altroché spartiacque dell’immaginario – qui di immaginario c’è ben poco – si bada al sodo ve lo dico io – Sonia Barabara Renata Annarita – vi assicuro – mica sogni ma giorni della settimana! Scatenate è la parola giusta – e noi lì a far confusione sui nomi sui particolari – dire addirittura basta non se ne può più” (p. 35).

Il pronostico riguarda il ruolo che la nuova ventata di sessuazione giovanile svolgerà tra wi-fi liberi, famiglie al plurale, tolleranza unidirezionale, arcobaleni totalitari, scuole tecnicizzate e burocratizzate, dispensatrici di dubbie competenze e di scarse conoscenze. Non sono una mente fine, per cui l’unica cosa che mi riesce da pensare è che, se il Sessantotto ci ha lasciati disillusi, incompleti ed inquieti, temo che il nuovo corso peggiorerà le cose. Sognatori deboli ed emotivi eppur cinici senza speranza; accumulatori seriali di esperienze inutili eppur anime vuote incapaci di ricevere ciò che conta; inerti burattini eppur violenti esagitati: spezzati tra un guscio post-moderno di espressioni superficiali e un deserto pre-istorico di risonanze interiori. Avrà pur ragione Jeremy Neill su The Public Discourse a ritenere che la vittoria dei conservatori sia inevitabile, che torneremo a una sessualità normata, ma temo che per arrivarci dovranno esser stati prima divelti come fichi sterili i miseri protagonisti dell’era presente. Chi può attraversi la sua Porta Santa

Pedofili emancipati

Apparso su Campari

La domanda sottesa è in verità una sola: quanti sono ormai i pedofili nella società emancipata? Quanti pedofili hanno già raggiunto posizioni di prestigio nel mondo della ricerca o del diritto?

Ciò espresso, dall’articolo della Northern colorado Gazzette ripreso su patdollard.com emerge quanto segue:

– i pedofili stanno già usando la tecnica seguita dagli attivisti gay per emanciparsi, e ciò assecondando le peggiori previsioni dei critici dell’omosessualismo e confutando le più improbabili difese e rassicurazioni dei fautori dell’omosessualità libera

– ciò che avvenne per i gay nel 1973, la depenalizzazione dello status omosessuale secondo il Manuale dell’APA, viene oggi avviato da un gruppo di psichiatri tramite il B4U-act, dedito alla missione di accogliere, accompagnare ed integrare in società coloro che sono “sexually attracted to children”. Noto che la neo-lingua del pedophilia-pride non usa la parola ‘pedofilo’.

– è già del 1998 un primo pronunciamento APA che rivelerebbe sovrastimata l’apprensione relativa ai danni effettivi riscontrabili nei minori abusati

– la pedofilia gode dello status di protezione del Governo Federale; Repubblicani e Democratici dibattono in merito, ma il diritto è chiaro, la legge serve ha liberare queste persone – inclusi i feticisti e tutti gli “ism” – dalla paura e dal disagio sociale. Dunque anche l’orientamento sessuale pedofilo va protetto.

– dal Canada fanno di meglio e gli psicologi arrivano già ad equiparare eterosessualità, omosessualità e pedofilia, date due postille: è assurdo a una persona chiedere di cambiare le proprie preferenze; la preferenza sessuale non implica esercizio sessuale. In qualche modo dunque viene presentato il bravo ragazzo, attratto da bambini, che però si astiene dall’avere rapporti con essi (cosa che il pronunciamento APA del 1998 non richiederebbe neppure in toto) e che in ogni caso non può certo far nulla per cambiare

– i giovani vanno spinti al sesso sempre più precocemente

– l’amicizia in fondo si risolve sempre in sesso

– la diffusione di pedo-pornografia è buona, perché riduce il bisogno dei pedofili di fare realmente sesso coi bambini

– l’Institute for the Advanced Study of Human Sexuality in San Francisco (the best in sexological and erotological education) avrebbe infine diffuso un proclama di diritti che, previo il consenso ed estromessa qualsivoglia coercizione, afferma la libertà di esercitare qualsivoglia sorta di perversione e bizzarria sessuale nelle attività private, senza che alcuno venga discriminato a motivo dell’età (sto semplificando)

– le leggi che limitano la vicinanza dei pedofili a scuole e asili penalizzano la vita dei pedofili

>> Pedophiles want same rights as homosexuals