Pedofili emancipati

Apparso su Campari

La domanda sottesa è in verità una sola: quanti sono ormai i pedofili nella società emancipata? Quanti pedofili hanno già raggiunto posizioni di prestigio nel mondo della ricerca o del diritto?

Ciò espresso, dall’articolo della Northern colorado Gazzette ripreso su patdollard.com emerge quanto segue:

– i pedofili stanno già usando la tecnica seguita dagli attivisti gay per emanciparsi, e ciò assecondando le peggiori previsioni dei critici dell’omosessualismo e confutando le più improbabili difese e rassicurazioni dei fautori dell’omosessualità libera

– ciò che avvenne per i gay nel 1973, la depenalizzazione dello status omosessuale secondo il Manuale dell’APA, viene oggi avviato da un gruppo di psichiatri tramite il B4U-act, dedito alla missione di accogliere, accompagnare ed integrare in società coloro che sono “sexually attracted to children”. Noto che la neo-lingua del pedophilia-pride non usa la parola ‘pedofilo’.

– è già del 1998 un primo pronunciamento APA che rivelerebbe sovrastimata l’apprensione relativa ai danni effettivi riscontrabili nei minori abusati

– la pedofilia gode dello status di protezione del Governo Federale; Repubblicani e Democratici dibattono in merito, ma il diritto è chiaro, la legge serve ha liberare queste persone – inclusi i feticisti e tutti gli “ism” – dalla paura e dal disagio sociale. Dunque anche l’orientamento sessuale pedofilo va protetto.

– dal Canada fanno di meglio e gli psicologi arrivano già ad equiparare eterosessualità, omosessualità e pedofilia, date due postille: è assurdo a una persona chiedere di cambiare le proprie preferenze; la preferenza sessuale non implica esercizio sessuale. In qualche modo dunque viene presentato il bravo ragazzo, attratto da bambini, che però si astiene dall’avere rapporti con essi (cosa che il pronunciamento APA del 1998 non richiederebbe neppure in toto) e che in ogni caso non può certo far nulla per cambiare

– i giovani vanno spinti al sesso sempre più precocemente

– l’amicizia in fondo si risolve sempre in sesso

– la diffusione di pedo-pornografia è buona, perché riduce il bisogno dei pedofili di fare realmente sesso coi bambini

– l’Institute for the Advanced Study of Human Sexuality in San Francisco (the best in sexological and erotological education) avrebbe infine diffuso un proclama di diritti che, previo il consenso ed estromessa qualsivoglia coercizione, afferma la libertà di esercitare qualsivoglia sorta di perversione e bizzarria sessuale nelle attività private, senza che alcuno venga discriminato a motivo dell’età (sto semplificando)

– le leggi che limitano la vicinanza dei pedofili a scuole e asili penalizzano la vita dei pedofili

>> Pedophiles want same rights as homosexuals

Pedofilia. Oltre la Chiesa.

Che erano tanti si sapeva, coperti per decenni da omertà e amicizie di alto livello. Ma nessuno avrebbe mai immaginato uno scandalo di tali dimensioni. Ieri il Npcc, il dipartimento per la protezione dei minori di Scotland Yard, ha rivelato i numeri della maxi-indagine sugli abusi sessuali perpetuati negli ultimi 30 anni in Gran Bretagna. E sono numeri da capogiro: gli indagati sono 1400 dei quali molti personaggi famosi, politici e gente del mondo dello spettacolo e dello sport”.

Così Caterina Soffici sul Fatto Quotidiano, ripresa da Dagospia.

Ora resta da vedere se i media ne daranno la debita eco oppure no. Certo fa specie pensare a una simile marea di pedofili, non pochi dei quali transitati davanti alle camere della BBC, la stessa emittente che nel 2006 diede spazio all’indagine scandalo contro Benedetto XVI, sollevando un polverone micidiale contro la credibilità della Chiesa cattolica. Sex crimes and the Vatican è il titolo dell’inchiesta andata in onda sull’emittente britannica, di cui facevano parte anche le scene del film documentario di Amy Berg, Deliver Us from Evil (2006), pellicola applauditissima dal pubblico e dalla critica (contestata da sociologi e criminologi). Il fatto curioso è che la Berg avrebbe nel frattempo confezionato un nuovo video An Open Secret (2014), imperniato sugli scandali pedo-sessuali dell’ambiente cinematografico americano. Dunque, per ragioni che onestamente mi sfuggono, questo secondo prodotto non avrebbe incontrato una buona accoglienza e diffusione nel mercato americano, né tanto meno mondiale, anzi si parla del “movie Hollywood doesn’t want you to see”. Qualcosa mi dice che non lo vedremo troppo presto nemmeno sulla BBC.
E così, mentre restano nel nascondimento gli scandali hollywoodiani, e vengon tacitati pure quelli britannici, non ci resta che consolarci con le coraggiose e coerentissime accuse che continuano ad investire la Chiesa e i suoi “preti pedofili”.
Certo, qualcuno vorrà forse far notare che sul panorama mondiale l’agenzia più potente, compatta, influente e radicalmente preoccupata nella lotta alla pedofilia è proprio la Chiesa cattolica; al contempo essa risulta la più bastonata, pressoché l’unica sbugiardada, nonché probabilmente la meno implicata, tra le imputate per l’abuso di minori. In altri termini: chi vorrebbe rimediare è legato mani e piedi, mentre scorrazza per l’aia una schiera di colpevoli (o almeno di conniventi), relativamente ignorati, poco pentiti e plausibilmente recidivi.
Nessuno si preoccupi, con le sue politiche scolastiche atte ad erotizzare sempre più precocemente la gioventù, Bruxelles e la Buona Scuola sembrano aver già trovato la meglio risposta al fattaccio in questione. Qui habet aures audiendi… eas claudat.