E’ o non è Francesco?

Posted on 27 giugno 2015


Sul sito di Antonio Socci è apparsa una lunghissima riflessione di Guido Ferro Canale in cui si riprendono e discutono tutte le posizioni pro e contro la vexata quaestio dell’elezione a Papa di Bergoglio.

Ferro Canale è un autore che ho scoperto negli ambienti di Radio Spada e consorti, riguardo a lui non possiedo né informazioni né tanto meno un parere.

Un fattore però mi affascina terribilmente: la battaglia giocata a colpi di diritto canonico.

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Certo, nel giorno in cui l’Isis sbarca in Europa per diffondere i suoi massacri e gli USA approvano il matrimonio gay con giganteschi echi mediateci e commerciali parrebbe ozioso soffermarsi su di un duello giuridico.

Teniamo però conto del fatto che i matrimoni USA sono stati approvati a motivo di un’ingerenza violenta e totalitaria da parte dei giudici contro la coscienza civile e politica degli abitanti, sintomo di un diritto completamente degenerato e utile richiamo – ci si augura – perché chi di dovere torni a coltivare con pertinenza la disciplina fin dai suoi fondamenti: il clero, per esempio.

Inoltre mi chiedo se davanti a eventi apocalittici e maligni quali la volontaria indifferenza, quando non il presumibile sostegno al dilagare del terrorismo del califfato (la cui genesi fu prevista almeno dieci anni fa dal complottista Maurizio Blondet) possiamo davvero insistere molto su elementi umani, o non sia decisivo puntare il tutto per tutto anche sul risanamento dell’unico fattore alternativo: il cattolicesimo.

Peraltro non voglio intervenire pro o contro Bergoglio, ma punto a monte del problema, alla restaurazione del diritto per l’appunto.

Che si torni a questionare in materia, che si leggano con passione queste lunghe disamine, che ci si interroghi con rigore attorno a canoni e fini della legge. Sarà in ogni caso un toccasana.

Ricordo a tal riguardo l’ultimo e forse unico articolo interessante che scrissi per questo blog

> il Grande Inquisitore

La disaffezione al diritto è segnale di spirito acattolico, la passione per il diritto è segnale di spirito cattolico. Per questo, mentre molti affermano che il “Non è Francesco” di Socci sia interessante in tutto eccetto che nel capitolo di canonistica concernente l’elezione pontificia, io affermo che quello è il capitolo cruciale, il capitolo che farà storia, non per lo scalpore del contenuto scandalistico, ma per l’originalità e la puntualità con cui viene risollevata la questione dello Ius in seno al cattolicesimo ed in barba alle più drammatiche distrazioni e tragedie di questi diabolici tempi.

> Dissertazione in punta di diritto canonico sulla tesi di Socci e la replica di Boni

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