La Chiesa dei falliti

Posted on 15 novembre 2012


(Don) Vito Mancuso, figlio spirituale del compianto Martini, è ormai il guru indiscusso della diocesi ambrosiana e oltre. Tornielli ha pure scelto di battibeccarci insieme, spererei per dirgliene quattro, ma ne dubito: del resto Tornielli è un vaticanista, mica un prelato.

Ma coi prelati stiamo messi non molto meglio, visto la piega leggera che sta prendendo il Cortile dei Gentili, la faraonica kermesse, nel cui programma c’è di tutto, persino un laboratorio di scrittura creativa, tranne una Messain cui un dotto Ravasi si ostina a non esporsi, lasciando che gli ateologi di turno sfilino in passerella e si facciano pubblicità. La cosa è divenuta così patente che persino quegli sciatti irenisti dei miei docenti di teologia non hanno potuto tacerla in classe

Di questo passo, lungi dal trasformare i praticanti in credenti (mantra caro a Fratelenzo – ovviamente presente ad Assisi con Ravasi, nonostante la riluttanza ad abbandonare la propria cella), perdiamo anche quei pochi praticanti che ci sono rimasti dopo la diaspora post-conciliare.

Niente paura, a sistemare le cose nell’Anno della Fede hanno già provveduto i paolini affidando a (don) Paolo Curtaz un’intera collana di testi, così alla scuola di un modello tanto esemplare ed eccelso non ci sono dubbi che il popolo rifiorirà.

Da parte sua don Gallo, trottola impunita della diocesi genovese, continua a diffondere diffamazioni, e nei suoi interventi

ne ha per tutti, vomita i suoi veleni senza freni, senza controllo. Tanto da non risparmiare neppure Papa Benedetto XVI, ch’egli definisce un «sepolcro imbiancato», “rintanato” in un «nascondiglio dorato». Accusa la Chiesa di esser divenuta «una cappellania dei potenti».

Una scheggia, questa, che fa eco al più ermetico testamento del grande Duce postconciliare:

Io vede nella Chiesa di oggi così tanta cenere sopra la brace che spesso mi assale un senso di impotenza. Come si può liberare la brace dalla cenere in modo da far rinvigorire la fiamma dell’amore? Per prima cosa dobbiamo ricercare questa brace. Dove sono le singole persone piene di generosità come il buon samaritano? Che hanno fede come il centurione romano? Che sono entusiaste come Giovanni Battista? Che osano il nuovo come Paolo? Che sono fedeli come Maria di Magdala? Io consiglio al Papa e ai vescovi di cercare dodici persone fuori dalle righe per i posti direzionali… la Chiesa deve riconoscere i propri errori e deve percorrere un cammino radicale di cambiamento, cominciando dal Papa e dai vescovi. Gli scandali della pedofilia ci spingono a intraprendere un cammino di conversione. Le domande sulla sessualità e su tutti i temi che coinvolgono il corpo ne sono un esempio.

Non basta, Avvenire ci regala un meraviglioso dittico in cui applaudire i modelli (della fede?), in una sorta di scimmiottatura del cristiano anonimo in musica sfavillano le figure di Giorgio Gaber e Fabrizio De André, e sono scimmiotte che evolvono nell’elogio sperticato a Theillard de Chardin, uno bastonato da Pio XII, sferzato dal documento Gesù Cristo portatore dell’acqua,  che ora verrà celebrato alla Pontificia Università Gregoriana.

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Subisco impotente questa cascata di notizie imbarazzanti e resto perplesso e demotivato. Quand’è che la Chiesa ricomincerà a parlare anche noi, cattolici senza troppe ambizioni e senza troppe frustrazioni?

Poi tento una timida reazione e cerco di chiedermi come mai i vescovi spendano migliaia di euro per fare un Sinodo sulla Nuova Evangelizzazione. A che pro? Bisogna cambiare la cultura, la mente. Tenere le intelligenti aperture conciliari, ma resettare il contesto rivoluzionario che le ha svezzate e non vuole più lasciarle uscire di casa: è la sindrome di Peter Pan dei catto-sessantottardi!

Ditemelo, ditemelo, ve ne prego, che le mie sono letture superficiali di fattori assai complessi. E poi fatemi vedere quando mai alla gente scema come il sottoscritto questi fattori complessi vengono spiegati. Mai. Mai. Oppure a spiegarli portate Fratelenzo o un libro di (don) Curtaz.

E’ una serpe che si morde la coda, un circolo vizioso di sciatteria: abbandono della giusta militanza, apprezzamento delle figure eterodosse, incoraggiamento alla diffusione di idee anti-cristiane, emergenza di modelli border-line, disprezzo della fede popolare media, offerta di maestri inaffidabili ma presentati (preti in crisi vocazionale) sotto mentite spoglie (maestri di spirito e teologia), celebrazione di ante-papi e anti-romani i più svariati, canonizzazione di un concetto di Chiesa per i fragili, i falliti, i disperati.

La Chiesa sembra la controfigura dei cinesi di De Chardin:

degli ‘infantili’ la cui stoffa antropologica sarebbe inferiore alla nostra. Inoltre la loro massa emana un’insuperabile forza di livellamento e di ‘dissoluzione.

Aveva ragione il Duce ambrosianoAbbiamo bisogno del confronto con uomini che ardono in modo che lo spirito possa diffondersi ovunque. Ma una Chiesa basata solo su alternative ad oltranza (è la mia definizione della teologia martiniana) può produrre solo questo:

Scrive, sul “Giornale” del 15 ottobre 2012, l’eurodeputato Magdi Cristiano Allam: “Nel 2066 lo sheikh Ahmad al-Qataani, intervistato da ‘Al Jazeera’, diede queste cifre: ‘Ogni ora 667 musulmani si convertono al cristianesimo. Ogni giorno 16mila musulmani si convertono al cristianesimo. Ogni anno 6 milioni di musulmani si convertono al cristianesimo’”. Dopo aver riportato la denuncia dell’allarmato sceicco, il convertito Magdi Cristiano Allam aggiunge: “Innumerevoli sono le denunce fatte da musulmani che vorrebbero ricevere il battesimo ma si trovano di fronte al rifiuto di sacerdoti cattolici che non vogliono violare le leggi dei Paesi islamici che vietano e sanzionano con il carcere e talvolta con la morte sia chi fa opera di proselitismo sia chi incorre nel ‘reato’ di apostasia”.

Mi dispiace dirlo, ma ormai inizio a sperare nei Neocatecumenali. E nei cinesi: che zittiscano, almeno per orgoglio, i Miti del nostro tempo.