La Chiesa è in ritardo? Da Martini a Rauti

Posted on 12 novembre 2012


Sono un povero ignorante cresciuto tra operai socialisti e mitologie comuniste. Volete sapere perché siamo rimasti tutti in cattolici in famiglia? Perché abbiamo preso sempre poco sul serio e l’idolo della politica sinistrorsa e l’idolo delle politiche da sacrestia.

Volete sapere perché, nonostante il mio peccato originale marxista, non abbia alcun problema a leggere con interesse i pareri di vecchi fascisti (una delle poche categorie sui membri della quale si continui a pisciare anche da morti)? Perché leggo, confronto, e scuoto la testa.

Leggo il pastore esegeta di sinistra

«La Chiesa è rimasta indietro di 200 anni. Come mai non si scuote? Abbiamo paura? Paura invece di coraggio? Comunque la fede è il fondamento della Chiesa. La fede, la fiducia, il coraggio. Io sono vecchio e malato e dipendo dall’aiuto degli altri. Le persone buone intorno a me mi fanno sentire l’amore. Questo amore è più forte del sentimento di sfiducia che ogni tanto percepisco nei confronti della Chiesa in Europa. Solo l’amore vince la stanchezza. Dio è Amore. Io ho ancora una domanda per te: che cosa puoi fare tu per la Chiesa?».

Confronto con lo stronzo fascista evoliano:

Rauti era uno di quelli che al divorzio erano contrari per davvero e non solo perché così diceva il Partito ed espresse le sue considerazioni due giorni dopo il referendum, nell’articolo sopra citato. In quell’editoriale Rauti sosteneva che il principale argomento ad aver fatto presa sugli elettori fosse che, ormai, il divorzio ci fosse in tutto l’Occidente e che quindi fosse necessario stare al passo coi tempi. E così sferzava: “La verità è che non stiamo raggiungendo l’Occidente nella sua globalità […] ma galoppiamo solamente per attestarci sulla linea dei suoi vizi e dei suoi capricci. E’ vero che l’Olanda […] discetta seriamente di matrimonio tra gli omosessuali, ma è pur sempre una Nazione che […] lavora duramente, sulle terre strappate al mare, un’agricoltura di primordine; è vero che la Germania ha tante permissività oltre il divorzio, ma ha anche un’infinità di cose serie; e così anche gli Stati Uniti […]: hanno il divorzio sì, ma pure gli astronauti che passeggiano sulla Luna”.

E scuoto la testa